SUONA IL MEZZOGIORNO DELLA 2A GIORNATA ED IL PRIMO SORVEGLIANTE CHIAMA AL LAVORO NEL PRIMO GRADO

 

A.A.

Maestro, da un po’ sono stato iniziato. Credevo che a seguito di quest’iniziazione qualcosa cambiasse in me, ma io non sento alcun cambiamento.

M.M.

È vero, tu non sei cambiato. È il mondo che è cambiato.

A.A.

Non capisco. Cosa intendi?

M.M.

Guardati attorno, che cosa vedi?

A.A. (perplesso)

Vedo il Tempio.

M.M.

Poi?

A.A.

Vedo le tre candele, vedo anche gli altri simboli della nostra Tradizione.

M.M.

Cosa senti?

A.A.

Nulla, qui c’è silenzio, a parte le nostre parole.

M.M.

Sei sicuro?

A.A.

Beh, si, … sento il rumore di un’auto fuori. Ma questo è il mondo esterno.

M.M.

Hai detto “mondo esterno”.

A.A.

Si, ma volevo…

M.M.

Hai detto mondo esterno. Lo hai distinto da questo mondo del Tempio, quello dove stiamo parlando.

A.A. (ancora più perplesso)

E allora?M.M.

Vedi! Il mondo è cambiato. C’è questo nostro mondo e c’è il mondo esterno.

A.A.

È vero.

M.M.

Ora la Realtà assume significati diversi da quelli che per te esistevano prima dell’iniziazione.

A.A.

La mia percezione della realtà coglie cose che prima non coglieva?

M.M.

No. Il mondo esterno, o mondo profano è sempre lo stesso. Per te non è cambiato: se attraversi la strada senza attenzione rischi di essere investito da un’auto, come prima. L’iniziazione non ti salva dagli autisti incoscienti.

A.A.

Allora è cambiato questo Tempio, questo nostro mondo.

M.M. (infastidito)

No, no. Questo Tempio esiste da 300 anni come Tempio della nostra Tradizione. Esisteva prima di te e continuerà ad esistere dopo di te. Tu non cambi una virgola né del Tempio né della Tradizione.

A.A.

Non capisco.

M.M.

Il mondo è cambiato perché ora esiste in una duplicità che prima non esisteva.

A.A.

Ma questa è la mia percezione. “Io” ora vedo in un altro modo la Realtà, non è questa che è cambiata.

M.M.

Stai cadendo nella trappola dello psicologismo. L’intelligenza razionale è la parte intellettiva del tuo corpo materiale, del tuo io sensibile. La Realtà è ciò che esiste nelle sue forme conosciute e sconosciute. Ora tu stai scoprendo una piccolissima parte della Realtà sconosciuta agli uomini normali, ai profani.

A.A.

Intendi la parte conosciuta come quella che la mia ragione vede ed organizza il mondo esterno, e per parte sconosciuta quella che è del mondo iniziatico?

M.M.

La Realtà sconosciuta è quella che si può scoprire dopo l’iniziazione, è quella che si manifesta solo agli iniziati. Ecco come cambia il mondo.

A.A.

Io sto cambiando il mondo, dici? In che modo?

M.M.

Stai dando alla Realtà una dimensione ulteriore, la parte di Realtà sconosciuta che tu andrai creando con le tue azioni, i tuoi comportamenti, le tue parole, i tuoi pensieri come iniziato. Anche per me, questa Realtà sconosciuta di cui facevo parte, non è più la stessa dopo la tua iniziazione.

A.A.

La mia iniziazione, dunque, non ha cambiato solo la mia realtà ma anche quella di tutti voi. Ciò che dici quasi mi spaventa.

M.M.

Hai ragione a spaventarti, ma questa Realtà non è fatta per i pavidi. Quindi, inizia subito a fortificarti, oppure esci dal Tempio, torna nella polverosa realtà di tutti i giorni.

A.A.

Ma ora io so! Sono stato iniziato, non posso far finta di niente, andarmene e chiudermi la porta dietro le spalle come se non fosse accaduto nulla.

M.M.

Anche questo è vero. Dicendo questo dimostri di aver anche capito che il prezzo della libertà e della conoscenza iniziatica è molto oneroso. Ora sei libero di scegliere.

A.A.

Scegliere che cosa?

M.M.

Scegliere di scegliere o scegliere di non scegliere.

A.A.

Stai giocando con le parole per confondermi.

M.M.

Non gioco assolutamente.

A.A.

È contraddittorio dire “scegliere di non scegliere”. Un senso esclude l’altro.

M.M.

E con questo?

A.A.

Si viola il principio di non contraddizione che è a fondamento del pensiero…

M.M.

Quale pensiero?

A.A.

Il pensiero razionale.

M.M.

La realtà iniziatica non segue i principi della razionalità né quelli della logica. Questi sono i principi della Ragione.

A.A.

Uno dei nostri fondamenti non è la Ragione?

M.M.

Certamente! Bisogna, però, saper intendere il vero senso del termine. Vuoi scimmiottare i sanculotti della Rivoluzione Francese che scimmiottavano i grandi pensatori illuministi creando la Dea Ragione?

A.A.

Non intendevo questo.

M.M.

Fai attenzione, è facilissimo fare della Ragione, che è un saggio metodo di pensiero, un’ideologia. Autostruprando così la propria intelligenza. La vera Ragione conosce i suoi limiti. C’è un territorio per il pensiero della Realtà Sensibile ed un altro per il pensiero della Realtà Spirituale. L’uno non deve invadere il campo dell’altro se non si vuol desacralizzare il territorio del sacro e sacralizzare il territorio della materia.

A.A.

Come è possibile spingerci nel territorio del sacro senza la guida della mente?

M.M.

Non ho affermato che non si debba seguire la mente. Anzi…

A.A.

Ho capito. Non ci dobbiamo fidare delle sole facoltà razionali ma usare tutte le facoltà intellettive.

M.M.

Ricadi ancora nello psicologismo. Quale differenza vuoi che ci sia tra le une e le altre?! Ciò che devi usare è la tua sensibilità, l’intelligenza non della mente ma dello spirito.

A.A.

Non …

M.M.

L’intuizione è l’intelligenza dello spirito! La sensibilità fondata non sulle sensazioni del corpo o sulle emozioni ma sulla ricerca interiore, sul ragionamento che non segue il filo d’acciaio della logica ma il filo di fumo dell’intuizione.

A.A.

Così è molto facile sbagliarsi.

M.M.

Certamente. Ascolta, ti trovi un dedalo di cunicoli dentro una montagna, se non vuoi perderti, se vuoi ritornare all’aria, che cosa fai?

A.A.

Cerco la luce.

M.M.

Tu hai una torcia fiammeggiante, ma non c’è luce esterna che penetri dentro una montagna.

A.A.

Allora non so.

M.M.

Vedi? Hai perso o ignorato un segnale che ti ho dato.

A.A.

Quale?

M.M.

Ti ho detto “se vuoi ritornare all’aria”. Non alla luce. Per un essere vivente è più importante la luce o l’aria? Allora che fa un essere vivente, che non usa la ragione? Segue il filo di fumo della torcia che sarà attratto da qualche apertura all’aria. Quella è la strada e ti viene indicata…

A.A.

Credo di aver capito la tua metafora.

M.M.

Torniamo allora all’intuizione. È l’intelligenza intuitiva che tu devi sviluppare e far crescere.

A.A.

Come?

M.M.

Innanzi tutto col silenzio.

A.A.

Col silenzio.

M.M.

Si, ascoltando quelli che hanno più conoscenza ed esperienza, ma questo non basta.

A.A.

Che altro?

M.M.

Ascoltando te stesso. Il tuo silenzio deve risuonare delle parole dei fratelli, ma su tutte devono risuonare quelle parole che tu non hai mai pronunciato.

A.A.

Ma se…

M.M.

Ma se non le ho pronunciate… ecco che usi la ragione e non l’intuizione. Hai visto?

A.A.

Già. Dirmi, però, che devo ascoltare le mie parole che non ho mai pronunciato, questo mi sembra un koan.

M.M.

Hum… già! Sono chiamati così quei ragionamenti assurdi e paradossali che i maestri zen impongono di risolvere ai loro discepoli. E tu chi sei?

A.A.

Un discepolo?

M.M.

Non lo dimenticare. E chi sono i tuoi maestri?

A.A.

Quelli che sanno più di me.

M.M.

No! Sono…

A.A.

Sono quelli che pensano con l’intelligenza intuitiva!

M.M.

Meglio sarebbe dire: quelli che stanno imparando a farlo da più tempo di te. Quindi, le parole che tu…

A.A.

Non so come risponderti.

M.M.

Pensaci. Quando credi di aver trovato la soluzione chiamami.

A.A.

Maestro, un momento, quando dicevi di scegliere di non scegliere, anche quello è un koan?

M.M.

No. È solo un banale artificio retorico.

A.A.

Il che vuol dire: il non scegliere è sempre una scelta.

M.M.

Forse. A presto, spero, ora vai a ritirare il tuo salario.

 

SUONA LA MEZZANOTTE DELLA 2A GIORNATA ED IL PRIMO SORVEGLIANTE CHIAMA AL RIPOSO NEL PRIMO GRADO

περ δει ποιησαι

vai alla TERZA GIORNATA : La scala di Giacobbe

 

torna alla PRIMA GIORNATA: Il pavimento a scacchi  

 

 

 

 

 

                                                                                                                  vai ai Dialoghi