La taverna riapre. L'Oste non fa a tempo ad appendere il lume alla finestra che già qualcuno bussa.
Dalla porta ora entra un fresco odore di mirto che a difficoltà si fa strada tra il forte aroma del rosmarino cresciuto in riva sulle sabbie granulose dell'antica spiaggia. Tra quelle drogate essenze di una natura gagliarda sembra di udire le voci di antichi naviganti punici e cartaginesi che gettano l'ancora ed anche le roche e nebulose voci di uomini dal cuore forte come la pietra delle loro torri e case, mentre guardano con diffidenza lo straniero.
Un'ombra guizza con lo spunto della donnola o forse è una di quelle Janas che abitano le foreste. Seduta a suo tavolo aspetta immobile. Per secoli, in questi posti gli uomini hanno aspettato lo scorrere delle stagioni, guardando vigili con lo sguardo acuto del predatore la natura immobile. Lui aspetta, figlio di un tempo che supera il tempo. La taverna ora è piena e tutti guardano di sottecchio questa figura d'altri tempi. Poi... lui canta il suo canto antico, con la delicatezza delle piccole fate nuragiche, fatto di desideri e ricorsi di un futuro fatto d'età antica, presente ora e sempre nei nostri cuori.
- DUE DESIDERI di "Janas"
________________________________
Mentre il Fr. Enzo ci declama i suoi versi guardiamo fuori dalla finestra della nostra taverna. Vediamo una di quelle giornate d’autunno, quando la natura s’appresta al suo imminente riposo. Scrosci di pioggia ammantano gli alberi d’acqua dolce e tiepida prima della neve intorpidente, l’acqua irrora e pulisce le foglie e gli aghi di verde cupo. La natura si lava prima del riposo invernale, verso quella morte che morte non è ma respiro lento prima della rinascita, Parole come acqua che lava, versi ricolmi di misticismo che solo un profondo senso del sacro può progettare. Senso sacrale di pura essenza, fuori dalle regole, dai canoni, dai dogmi, dalle prescrizioni. Leggere Enzo è come leggere Rumi o Francesco d’Assisi o tutti quei mistici che hanno superato la storia e le contingenze delle religioni immerse nel quotidiano.
Fuori dalla prigione del qui e ora,
- DAVANTI A TE di "E. Samaritani"
________________________________
Anche il Ven. Fr, Enzo Samaritani ha voluto contribuire col suo pensiero col suo sentire a questa nostra esigenza. C’è chi ci vuol convincere che la Fratellanza massonica non è amicizia, non la contempla, come se non fosse “cosa massonica”. Eppure, a guardar bene in giro tra i Fratelli, è evidente questo bisogno di coniugare Fratellanza con Amicizia. I più sensibili e coraggiosi osano. Per questi, Amicizia e Fratellanza sono le due facce della stessa moneta, il pagamento che facciamo all’umanità che troppo astrattamente diciamo di servire come Liberi Muratori. La moneta ha due facce, altrimenti è altra cosa, ad esempio una medaglia. Troppi tra noi amano agghindarsi della medaglia della Fratellanza, ma con una sola faccia. Dietro non c’è quella dell’Amicizia. Così non possono pagare l’umanità per ciò che gli dà.
- PANE E AMICIZIA di "E. Samaritani"
________________________________
Dalla porta spiffero d'aria speziata e rumor di ferri. Un cavaliere di senza se e senza ma ammantato, siede al tavolo e mormora tra sé con voce di simun ardente.
- L'ORDINE di "Cavaliere da Oriente"
________________________________
Un manto oscura il suo volto dalle mille facce, dal tavolo sotto la finestra la voce ferma dai mille timbri sonori declama parole di gemme variopinte che prillano tra i nostri tavoli cospargendoci di fiori di sentimenti umani e fraterni.
- PAROLE DI COLORI GEMMATI di "Asvero"
________________________________
Cagliostro parla con semplicità di cose grandi e profonde, continuiamo ad ascoltare
- L'AMICIZIA di "Cagliostro" ________________________________
Tornato è Kronos, siede al suo angolo ed intona il canto triste dell'Uomo. Lo circondiamo, legati in fraterna alleanza di solidarietà.
- CANTO TRISTE di "Kronos"
________________________________
Dalla cucina si sente un brontolio: "Non mi va, me se proprio insistete!"
- L'OMETTO di "Oste della Spiga d'oro"
________________________________
C'è un tavolo dove Sirio bisbiglia i suoi racconti e i Fratelli sospirano, forse le loro lacrime hanno il sapore fumoso del Highland's whisky, ma i sentimenti non li tradiscono mai.
- UN CUORE DI CARTA VELINA di "Sirio"
________________________________
Il salace Thot con risate e risuonar di brindisi allieta l'agape fraterna
- ALLEGRIA FRATERNA di "Thot"
________________________________
Nell’angolo, vicino al fuoco, sé alzato un mormorio ricco d’echi. Drizziamo le orecchie, neppure una goccia vogliamo perdere di quel tempo immobile
- DAL TAVOLO D'ANGOLO di "Kronos"
________________________________
Cagliostro s’è seduto. Uno dopo l’altro lo abbiamo circondato di sguardi caldi d’affetto ed atteso. Lui, con voce d’atavica sonorità ci fa sognare.
- LA TOLLERANZA di "Cagliostro"
________________________________
Hamon-alì, s’è accarezzato la sua barba, con gesto elegante da levantino aggiusta la sua tunica, Il suo canto s’è levato leggero come brezza del Nilo.
- LA LINEA GEOMETRICA di "Hamon-alì"
________________________________
Tutti allegri questa sera, con noi c’è Enzo il bardo. Tre note trillanti di chitarra, colpo lieve alla cassa e silenzio è fatto.
- PREGHIERA DEL SILENZIO di "Enzo Samaritani" in risposta: PREGANDO NEL SILENZIO del Webmaster
________________________________
Dalla finestra giunge un canto. La porta s’apre e la canzone del bardo Enzo lo precede con la leggerezza della nebbia lacustre.
- C'ERA UNA VOLTA UN VECCHIO riscrittura di "Enzo Samaritani" di una favola
________________________________
torna a PUBBLICAZIONI
